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MUSIC-THERAPY |
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che cura, utilizzando l'energia della musica |
to find again that correct equilibrium of vital energy of the body and of the mind, that it is to the base of the good health.
La musicoterapia è una branca della medicina olistica, bio-energetica
che utilizza la musica -a scopo terapeutico- per ritrovare
quel giusto equilibrio di "energia vitale"
del corpo e della mente che sta alla base
della buona salute.
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LA SOMMINISTRAZIONE DELLA MUSICA PREVEDE UN LAVORO
DI CONOSCENZA TRA MUSICOTERAPEUTA E PAZIENTE
E PREVEDE, INOLTRE,
L'IDEAZIONE E LA PREPARAZIONE DI DIVERSE
SELEZIONI MUSICALI CON PARTICOLARI CARATTERISTICHE
ENERGETICHE E CURATIVE
CHE, NEL LORO COMPLESSO, COSTITUISCONO IL COSIDDETTO
Le
caratteristiche essenziali della MUSICOTERAPIA sono molto
semplici: ·
Un'antica tradizione storica ·
Una comprovata validità scientifica ·
La non invasività ·
L'assenza di effetti collaterali ·
L'assenza di reazioni avverse ·
La piacevolezza dell'esecuzione
L'applicazione clinica della musicoterapia, dal punto
di vista tecnico, è molto semplice: essa si avvale solo di
apparecchiature atte alla riproduzione sonora
per l'ascolto del percorso musicale.
Nella sua forma improvvisativa, la musicoterapia si
avvale di strumenti musicali o di semplici oggetti emittenti
suoni e/o vibrazioni per l'espressione delle proprie
sensazioni e per l'amplificazione della propria
capacità comunicativa.
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Ben più complessa è l'applicazione dal punto di vista professionale,
dal momento che, al di là della preparazione medica e
della preparazione in campo musicale,
il musicoterapeuta deve possedere un' adeguata esperienza
clinica nel rapporto interpersonale con il paziente.
L'empatia che si sviluppa tra operatore ed utente, infatti,
è alla base del buon esito del trattamento, entrando in gioco:
capacità
di ascolto esperienza
reciproca
fiducia professionalità
e
capacità di programmare un percorso musicale curativo
Come tutte le branche della medicina olistica e bio-energetica,
la musicoterapia deve avvalersi di metodiche di applicazione clinica
che trovino un presupposto di ordine scientifico.
Tali metodiche, affinché il risultato terapeutico finale
possa essere soddisfacente, devono prevedere dei tempi e dei
protocolli esecutivi di comprovata efficacia
(che sono descritti nella pagina riguardante il percorso musicale terapeutico)
Inoltre, come tutte le branche di medicina olistica e bio-energetica,
anche la musicoterapia deve prevedere, nei suoi protocolli,
un'accurata anamnesi del paziente ed un'accurata visita medica,
atte a stabilire l'effettiva necessità terapeutica, l'eventuale
abbinamento ad altre forme di medicina, l'eventuale adattabilità
del soggetto alle modalità mediche di tipo bio-energetico,
l'eventuale espletamento di esami routinari e/o specifici
per determinate patologie.
Ecco perché è certamente meglio che la musicoterapia sia praticata
da personale sanitario, abilitato all'esercizio della professione medica,
presso uno studio medico o un ambiente idoneamente studiato allo scopo,
sempre sotto osservazione sanitaria, con la possibilità di successivi
controlli per verificare gli eventuali miglioramenti sintomatologici.
E' opportuno considerare che qualsiasi branca di medicina, anche
se appartenente al gruppo delle "olistiche", debba essere sempre
praticata nel migliore dei modi e secondo scienza e coscienza,
al pari della medicina tradizionale.
Trattamenti alternativi di
tipo "generico" non sempre risultano opportuni ad ottenere
dei validi risultati: ciò succede anche nella medicina tradizionale.
E' sempre meglio un intervento medico di tipo personalizzato,
piuttosto che affidarsi a terapie di tipo generico, perché ciascun
paziente è unico ed originale e, in quanto tale, meritevole di
una cura che sia soggettivamente indirizzata al suo modo di
essere ed ai suoi sintomi.
Bisogna entrare nell'ottica positivistica che esiste il
"soggetto ammalato" e non la "malattia", per ottenere
i migliori risultati di diagnosi e cura.
Ecco perché è necessario considerare che anche la musicoterapia
debba essere praticata ad personam, con percorsi terapeutici
personalizzati e finalizzati alla risoluzione dei sintomi
di ciascuna persona visitata.
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L'attuale nostra civiltà occidentale conserva soltanto scarse
notizie e minime tracce della grande ed approfondita conoscenza
che le antiche civiltà possedettero in tema
del potere curativo dei suoni.
L'uomo dell'era moderna, infatti, ha sempre più mostrato
la tendenza ad attribuire alla musica un valore di moda, per il
gusto di un ascolto fine a se stesso, secondo una tendenza sociale
spesso legata all'età, scevra da implicazioni di tipo terapeutico
e, spesso, persino scevra dal gusto individuale.
E si è quasi del tutto scordato il valore del "gusto personale"
che pure meriterebbe di essere rivalutato, soprattutto in
considerazione del fatto che, spesso, ciò che più ci piace è il
risultato del nostro istinto.
E ciò può rappresentare un "segnale" del livello del nostro equilibrio
energetico o una sorta di parametro di eventuali nostre carenze
bio-elettriche nei confronti di determinati elementi,
siano essi chimici o fisici, così come può rappresentare
un "messaggio" inconscio di ricerca di un nuovo
equilibrio energetico psico-fisico.
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Storia e tradizioni hanno dato notevole valenza alla musica per rappresentare varie forme di stato d'animo ed è estremamente interessante verificare come, a secondo delle culture di tipo storico e tradizionale che vengano prese in esame, non sempre determinati "segni" musicali rappresentino una oggettiva rappresentazione dello stato d'animo dell'uomo. |
Non solo le mode e le tendenze, dunque, ma anche la storia di
un popolo e le sue tradizioni più antiche vengono a giocare un
ruolo saliente nell'espressività di un "gusto" che sembra sempre
più destinato ad avere una valenza di "confezionata oggettività",
piuttosto che di vera rappresentazione
soggettiva di ciò che piace.
E' estremamente interessante valutare,
da un punto di vista pratico, quali sarebbero i gusti
musicali di una persona, al di là delle tendenze della moda.
dei canoni dettati dai mass-media e dalla discografia.
Dal colloquio intrattenuto con i pazienti, spesso
emergono dei gusti meno stereotipati
che rappresentano il vero "io" di ciascuno.
Ciò è molto importante, nel tentativo di vincere anche un gran
numero di nevrosi, utilizzando al meglio questo semplice metodo
naturale che si avvale dell'ascolto musicale che, in ciascun individuo,
può agire stimolando emozioni del tutto originali e benefiche.
I suoni, che nascono con lo stesso
nascere dell'uomo, che -da sempre- sono stati
motivo di grande curiosità conoscitiva, accompagnano
la nostra esistenza e, spesso, infarciscono le nostre
giornate e le nostre azioni, persino in modo involontario,
contribuendo a caricarci di energia, anche senza una
specifica nostra movenza in tal senso.
Basta pensare al senso di benessere che può venirci
dall'ascoltare, anche casualmente, una musica o una
canzone che ci piace o che ci ricorda qualcosa di piacevole.
Basta pensare, di contro, al senso di nervosismo che proviamo
quando ci troviamo vicini a fonti di rumore.
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Danza e musica, nelle antiche tradizioni dei sumeri, dei tibetani, degli egizi, dei babilonesi, ma anche nelle antiche celebrazioni religiose e sociali degli indios, degli atzechi, dei maya rappresentarono elementi di compartecipazione sia fisica sia emozionale di grande rilevanza, a noi tramandate in maniera indelebile per mezzo di steli, di papiri, di pietre sacre, di rappresentazioni policrome di architettura |
Lo stesso folklore di una regione, a prescindere dalla nazione di
appartenenza, è testimone del gusto originale di gruppi di
gente che, per collocazione geografica, per cultura e per tradizione,
esprime il proprio piacere musicale in modo del tutto diverso
dalle genti di altre regioni, pur appartenendo alla stessa nazione.
La musica ha questo peculiare potere:
quello di poter rappresentare
in modo del tutto autentico uno stato d'animo ed una cultura
quello di poter ricevere, dalle sonorità emesse, emozioni del tipo
soggettivo, trasporto e dedizione curiosità e sensazione, amore,
angoscia, dolore felicità e benessere
Le associazioni stato d'animo e musica sono sicuramente molto
particolari e affatto soggettive: ciascun individuo tende, infatti,
ad associare ad un determinato periodo della propria vita una qualche
musica che può entrare in azione, in questo tipo di associazione,
per almeno due principali valenze.
Tali valenze, che conducono ad un'associazione tra stato d'animo
e musica, sono di tipo temporale o qualitativo:
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-Quella musica veniva eseguita nel momento in cui si svolgeva una determinata azione.
-Quella musica (o quella canzone) conteneva (o contiene) delle sonorità (o dei testi) che più si avvicinano a quel nostro momento di vita. |
E ciò, può comportare anche una sorta di "allargamento sentimentale",
per cui altre sonorità simili possono richiamare alla mente quelle azioni
o quei momenti del nostro vissuto, contribuendo in modo positivo o
negativo sul nostro stato d'animo,
al momento del riascolto.
Ma esistono, senza dubbio, delle valenze di tipo oggettivo per
cui a suoni di tipo grave ed a tempo lento, si associano stati
di tensione, di preoccupazione di paura , mentre a suoni di tipo
medio-acuti, a tempo andante, sensazioni di gioia,
di freschezza, di armonia
Molti films, privati delle loro caratteristiche colonne sonore,
non avrebbero ottenuto quel successo che, invece, proprio
grazie alla sapiente interpretazione, da parte del musicista,
dello stato d'animo previsto dal regista, conduce ad una maggiore
compartecipazione dello spettatore, con un piacere emozionale
che la scena, senza la musica, non sarebbe
stata capace di fornire.
Ed ecco perché molti films di successo fanno registrare anche
notevoli vendite delle loro musiche che, in molti casi, entrano a
far parte delle hit-parades internazionali.
In tal modo, l'allargamento sentimentale immagine-musica funge
come una sorta di motore di ricerca delle nostre sensazioni per
cui a quelle note siamo soliti associare quelle scene viste nella veste
fotografica della cinematografia.
"Via col Vento", "Il Dottor Zivago", "Il Gattopardo",
"Novecento", "Rocky", "Titanic" "Love story", "Il piccolo grande Gatsby",
"C'era una volta il West", "Profondo Rosso"
sono soltanto alcuni degli innumerevoli esempi che potrebbero essere
citati e che sono rimasti nella "storia" della nostra mente, in forma
di binomio scena-musica, tanto che sarebbe impensabile associare
il "tema di Lara" ad una carovana nel deserto o ancora la musica
del Titanic ad una gita in montagna
Ed ecco perché anche molte sigle musicali di trasmissioni televisive
o radiofoniche di successo entrano a far parte della storia della
musica di un Paese.
Nei parametri di ordine oggettivo, una musica legata ad un
divertente cartone animato piuttosto che ad un telefilm di
avventure per ragazzi, entra a rappresentare una specie di
ritorno alla nostra infanzia, con quelle sensazioni che ad essa
sono correlate, così come la marcia trionfale dell'Aida o
il Requiem di Mozart ci possono indurre
sensazioni di forza o di dolore.
In tale contesto, è interessante notare come le
cosiddette "ninna-nanne", che ho avuto modo di
studiare, ritrovino delle caratteristiche comuni,
a prescindere dal contesto geografico e culturale,
dello stato sociale e dalla razza di appartenenza di
chi originariamente le ha composte.
Un canto musicale con tonalità dolci, basse, con tempo lento,
testo cantilenoso, con rime prevedibili e parole calde ed affettuose,
ha sempre indotto l'addormentamento del neonato.
Molte marce militari di contro, sono state composte con il
precipuo scopo di indurre nei soldati una carica emotiva
densa di forza e di coraggio, al fine di rendere il combattente
ancora più arduo, insensibile al dolore e desideroso
della vittoria.
Anche gli stessi strumenti musicali presentano
valenze diverse: gli strumenti a corde (pianoforte, chitarra,
violino, mandolino, chitarra, basso e contrabbasso) inducono
spesso sensazioni di rilassamento mentre
i fiati (tromba, sax, clarino, piffero, fischietto, ocarina) induco
stati d'animo di forza e di azione e quelli a
percussione (tamburo, timpani, tamburello, piatti e triangolo) inducono
sensazione di festosità e di allegria.
-Una fanfara, in genere, induce ricordi militari,
orienta i nostri pensieri all'amor patrio, richiama alla mente la storia, le battaglie, l'eroismo
-Una banda ci induce a ricordare le sagre paesane,
la semplicità dei piccoli centri urbani i genitori, le amicizie
-Un'orchestra ci innesca sensazioni di gioia,
di compartecipazione, di innalzamento del nostro tono umorale
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E se la musica può essere definita come l'arte dei suoni
che esprime i nostri sentimenti, quale migliore mezzo
possiamo adoperare per cercare di tirar fuori i nostri
migliori sentimenti istintivi?
E se le ricerche scientifiche più recenti hanno dimostrato
che gli impianti musicali collocati nelle stalle e negli ovili
inducono una maggiore produzione di latte nelle mucche e
maggiore produzione di uova nelle galline, non è forse legittimo
pensare che le note musicali possano agire sui nostri centri
nervosi in maniera da consentire il rilasciamento o il blocco
dei cosiddetti neurotrasmettitori che stanno alla base di
diversi processi fisiologici di ordine nervoso e psicologico?
In effetti, molte attività lavorative del nostro quotidiano e
molte nostre azioni sono accompagnate dalla musica:
una bella canzone, alla radio, può addolcire lo stress di una
lunga coda in auto, una buona musica a volume contenuto
può determinarci il giusto relax nel corso
degli acquisti al supermercato
Ma la musica non è soltanto quella che ascoltiamo
quando accendiamo la radio, lo stereo, la filodiffusione o la televisione,
la musica è anche dentro di noi, essa esisteva già nella nostra vita
intrauterina, ci ha accompagnati durante il corso della nostra
stessa gestazione, ci ha accolti al momento della nascita,
di ha aiutato crescere, nell'infanzia
Tutto, intorno a noi, è suono e -in quanto tale-
vive insieme con noi.
Il suono accompagna la nostra giornata e, troppe volte,
purtroppo, anche le nostri notti.
Il suono, che può essere componente della musica o del
rumore, a secondo che abbia delle vibrazioni armonicamente
articolate o meno, fa parte del nostro stesso essere.
Persino il nostro corpo ci invia dei suoni che, spesso siamo
propensi a non accogliere, a relegare a fatti prettamente fisiologici, a
considerarli vergognosi
Le eruttazioni, i borborigmi, il singhiozzo, la tosse, l'affanno,
la defecazione, il mingere, il masticare, il deglutire, la flatulenza,
il respirare sono soltanto alcuni dei suoni che
emettiamo "dal" e "con" il nostro corpo, quotidianamente,
spesso senza neanche accorgercene.
Ma esistono anche altri suoni che non possiamo sentire con
l'orecchio umano ma che ci vengono rivelati dall'ausilio di
alcuni strumenti quali il battito cardiaco, lo scorrere
del sangue nei vasi, il movimento dei nostri
centri nervosi
Altri suoni sono talmente labili che nemmeno pensiamo
di emetterli, come lo sbattere delle ciglia, lo sfregamento
della lingua sul palato, il movimento delle grosse e
piccole articolazioni
Riceviamo ed emettiamo suoni, che sono musica e rumore, in
maniera volontaria ed involontaria, come a rappresentare,
fisicamente, che il suono è proprio dentro di noi.
I suoni, spesso, sono chiamati a scandire la nostra giornata,
con movenze più o meno casuali: siamo soliti alzarci con
la radiosveglia che ci trasmette musica leggera e, guarda caso,
siamo talmente abituati a far la doccia con il sottofondo di un
notiziario della mattina che, quando c'è lo sciopero dei giornalisti,
ci sembra strano trovarci sotto l'acqua che scroscia
Nelle caserme, un suono di tromba con melodie diverse segnala
le varie fasi della giornata, dall'alzabandiera al silenzio, attraversando
per l'ora del pranzo, per l'ammainabandiera, per la libera uscita
e per la ritirata.
Le nostre emozioni più intense sono intrise di suoni: il ridere,
il baciare, il piangere, l'accarezzare e persino il picchiare
L'accarezzare, il fare l'amore, il massaggiare, lo stringere
a sé qualcuno o qualcosa
Tutto questo è suono che emettiamo o che percepiamo
o, ancora, che emettiamo per lo stesso piacere di
percepire e di far sentire agli altri.
Persino i nostri ricordi di infanzia risultano intrisi di suoni:
i passi della mamma che entra nella nostra stanza, il rumore
delle tapparelle, il suono della campanella che ci indicava di
entrare a scuola e gli altri suoni che indicavano la ricreazione,
il passaggio da una materia all'altra, la fine delle lezioni.
Carosello, Rin Tin Tin, Calimero, Topo Gigio, Susanna,
sono solo alcuni degli esempi di musiche che "sono rimaste dentro"
a quelli della mia generazione e che, ancora oggi, ricordano le serate
passate in famiglia, davanti al televisore, quando avevamo solo due
canali e la pubblicità non era talmente ossessiva da risultare
persino gradevole
I suoni, quindi, rappresentano un'entità davvero
sorprendente per la nostra mente, avendo la capacità
di stimolare ricordi anche molto lontani e di rimetterci,
seppure momentaneamente, in sintonia con quelle vicende, con
quei tempi che, nel nostro intimo,
vengono a rappresentare.
E questo, per certi versi, può essere uno degli "scopi"
della musicoterapia.
L'allontanamento, seppure momentaneo, da una vicenda attuale
che viviamo con dolore profondo, tramite le emozioni che un
pezzo musicale può essere in grado di trasmettere alla
nostra mente , può risultare utile al nostro cervello
E non deve apparire molto strano se recenti pubblicazioni
scientifiche hanno dimostrato che la "meditazione" sia
una forma di cura interiore talmente valida da risultare
metodo di longevità.
Sarebbe come voler affermare che non è vero che lo
stress logora il nostro vivere quotidiano e sia causa
di nevrosi e malattie
Significa solo voler affermare che basti "allontanarci"
anche solo per pochi minuti da quello stress che ci pervade, i
nvade e circonda per ottenere beneficio fisico e psicologico
In fondo, la meditazione, a prescindere dall'oggetto della
meditazione stessa, ci permette questa forma di "allontanamento"
mentale che produce benessere.
Ed allora, perché non dovrebbe essere possibile pensare di
dedicare anche un momento alla meditazione della musica?
Ascoltare, meditando, potrà avere un effetto ancor più positivo
sul nostro corpo e sul nostro spirito.
-Non sono questi, forse, i più profondi propositi dei mattutini,
dei salmi, dei vespri?
-Non è questo, forse il più importante fattore
della "pratica" buddista?
-Non è questo, forse, il principale fattore emozionale
degli inni, dei cantici, delle romanze e dei
più moderni concerti?
Nei momenti di rilassamento che la musica concede, il nostro
stesso respiro diviene più profondo, i nostri muscoli, in genere,
risultano più abbandonati concedendo, in maniera involontaria,
al nostro organismo di ricevere una maggiore quantità di ossigeno
L'ossigenazione del nostro corpo è un elemento di
vitale importanza: sappiamo, infatti, che questo elemento,
che ci appartiene, biochimicamente e fisiologicamente,
ha potere di tipo antidolorifico, di tipo miorilassante, di tipo
antinfiammatorio e persino euforizzante.
Molti autorevoli fisiologi assicurano, infatti, che se
respirassimo con maggiore attenzione ed in maniera più
accurata, molte malattie che si esplicano con il sintomo
dolore potrebbero essere vinte.
La nostra respirazione, normalmente, è legata agli stati
d'animo che vengono ad interessarci, così che siamo
soliti respirare più velocemente e meno profondamente
tutte le volte che passiamo da uno stato di quiete ad uno
di "allarme" fino allo stato di paura in cui i nostri atti
respiratori sono molto numerosi ma poco efficaci
a far fronte al nostro fabbisogno di quel momento
di allerta, magari fino allo svenimento
E se la musica, così come è stato scientificamente
dimostrato, possiede la capacità di produrre in noi questo
effetto di maggiore ossigenazione, non è naturale chiedersi
perché i lavoratori dei campi, i mietitori, i vendemmiatori,
gli schiavi d'America, le mondine, gli altri raccoglitori
di riso, le raccoglitrici di olive e di cotone e persino
i militari nella marcia, utilizzino "il cantare" per rendere
meno dure le loro attività lavorative?
Cantare, per quegli uomini e donne non significava soltanto scacciare
via i pensieri di una vita grama, cantare per loro significava,
soprattutto, emettere ed ascoltare suoni che rilassando
i muscoli del corpo, anche in concomitanza della fatica,
producevano una più profonda respirazione e, in ultima
analisi, una maggiore resistenza fisica e psicologica.
Certo, forse non lo sapevano ma è indubbio che
avessero verificato praticamente che, col il canto,
la giornata lavorativa risultasse meno pesante da trascorrere.
***
Oggi è possibile utilizzare la musica per gli stessi scopi, in maniera
razionale e scientifica, con la musicoterapia.
Oggi noi utilizziamo musiche selezionate per Autore e per tipologia di
esecuzione, per cercare di indirizzare il nostro squilibrio energetico
verso una sorta di "contenitore" che sia capace di selezionare i suoni
a noi più cari e confortevoli, restituendoci una sensazione di relax
che si configura in atti di respiro lunghi e pieni, con maggiore acquisto
di ossigeno per le nostre cellule e con maggior senso di forza fisica e
maggiore dedizione ad un pensiero "pulito" da quelle scorie che lo
stress del vivere quotidiano
ha fatto raccogliere nel nostro interno.
In tal modo, potremo realizzare un momento di comunicazione con
noi stessi ed avremo stabilito un ponte d'inizio su cui
intraprendere ulteriori tentativi di avvicinamento
alla nostra anima che è lì,
sempre, anche quando siamo presi dalle troppe cose del vivere
di tutti i giorni e ce ne dimentichiamo
E lì e non ha altri mezzi per mettersi in evidenza, in caso di
sofferenza, se non con sintomi più o meno sfocati di vertigini,
di senso di instabilità, di immotivata tristezza, di fame
esagerata, di inappetenza, di disagio emozionale fino a sintomi
del tutto nitidi di insonnia, agitazione, cardiopalmo,
paura di morire, panico...
Questa è l'ansia: quella sensazione che, fisiologicamente
tutti, più o meno avvertiamo e che ci può finanche
risultare utile, per affrontare le nostre giornate con
maggiore carica emotiva, ma che, se patologica, è capace
di distruggere le nostre stesse giornate, noi stessi ed i
rapporti che abbiamo con gli altri.
E molti autorevoli autori evidenziano che mai, come in
questa nostra epoca, l'uomo sia stato
affetto da sintomi ansiosi.
Molti neuropsichiatri infantili riportano, nei loro studi
scientifici, come questa patologia, a tutt'oggi, sia
sempre più destinata a riguardare persino i bambini e le
pubblicazioni di medicina veterinaria fanno sempre più
rilevare che l'ansia, oramai, colpisce anche
i nostri animali domestici.
L'ansia da abbandono, da situazione, da supermenage lavorativo,
da lutto, da senso di colpa, da anticipazione, da stato di allarme
ci interessa sempre più da vicino e ci induce a ricorrere al
medico ed a cercare un rimedio.
Gli ambulatori di medicina di base rappresentano il primo
passo a disposizione: moltissimi pazienti si presentano al
proprio medico di famiglia per questo motivo e, soprattutto
nell'ultimo decennio, è stato documentato un notevole
incremento di sintomi psico-somatici e di consumo di ansiolitici.
La musicoterapia si indirizza a correggere, sminuire e
far regredire tutti i disturbi che sono legati all'ansia.
Ed ecco perché molti psichiatri e psicologi, insieme alle cure
classiche con farmaci e con psicoterapia, praticano o consigliano
ai loro pazienti di eseguire sedute di musicoterapia.
Provvedendo a confezionare una sorta di "viaggio" fra suoni
che possano avere la capacità di "catturare" appieno
il nostro interesse, la musicoterapia può agire positivamente
al fine di ottenere una ricarica energetica utile a
produrre quel senso di benessere emotivo e fisico che
sta alla base delle buone condizioni di salute.
E ciò potrà essere ottenuto in modo semplice e naturale,
con il graduale "avvicinamento" a questa forma di medicina
che, con l'armonia dei suoni, utilizzando l'energia emessa
dalle vibrazioni delle note musicali, è capace di ristabilire
l'equilibrio della nostra energia vitale, passando attraverso
fasi emozionali capaci di livellare i nostri scompensi energetici
(che sono causa di angoscia, di insicurezza, di timori,
di trepidazione ingiustificata e di sintomi psico-somatici)
ad un gradiente di maggiore ordine e di ottima funzionalità psico-fisica
(con il ripristino del nostro equilibrio emozionale e del senso di forza).
***
Ma per poter ben comprendere come la musicoterapia
possa essere capace di produrre i suoi effetti curativi,
sono necessarie alcune considerazioni.
E' utile, infatti, comprendere, al di là delle connotazioni storiche
e descrittive, quali siano i razionali scientifici di questa medicina
e come possa avvenire che l'energia prodotta dalla musica possa
funzionare da medicamento.
Mentre la medicina moderna tende sempre più a specializzare
l'operatore in compartimenti di competenza (la chirurgia,
l'epatologia, la neurologia, l'ematologia, l'oncologia,
la dermatologia, la pneumologia ) fino a raggiungere
livelli di ultra-specializzazione (la chirurgia della mano,
la geriatria, la proctologia, l'otoiatria, l'oculistica ), la medicina
olistica bio-energetica, anche oggi, continua a mantenere
quell'antico atteggiamento di vedere l'uomo nel suo complesso,
costituito da una somma di energia che tutto lo invade, che
lo percorre dalla testa ai piedi, che lo irradia e lo pone in
comunicazione con l'esterno, che lo attraversa in lungo ed in
largo, grazie ad una serie di percorsi elettrici che rappresentano
le vie di coniugazione di ogni parte del corpo ad ogni "parte"
della sua psiche.
Nelle più antiche forme di medicina cinese, giapponese e
tibetana, il corpo umano, al di là della sua conformazione
anatomica, viene rappresentato da un sistema di molteplici
linee e di punti energetici.
In tali medicine, lo stato di buona salute corrisponde ad uno
stato di ottimale equilibrio energetico di tale sistema di
linee e di incroci.
Ciò ci fa comprendere come questo tipo di medicine,
contrariamente alla medicina moderna, ponendosi a considerare
l'essere umano nella sua globalità energetica, ricerchino lo stato di
buona salute in modo differente:
in tale contesto, il benessere è la risultante di un ottimale
stato di tutti i distretti corporei,
dai più periferici a quelli centrali.
Queste linee e questi punti, di fatto, sono entrati a
far parte anche della cultura occidentale, dopo il notevole
successo ottenuto dalle pratiche cliniche di agopuntura,
di shatzu e di digitopressione, branche che sono entrate,
oramai, a far parte del nostro lessico conoscitivo.
E' necessario evidenziare, inoltre, che le predette antiche
medicine tradizionali segnalavano le linee ed i punti, in
ordine di meridiani e di paralleli come in una sorta di
rappresentazione del corpo umano in frazioni energetiche
tutte collegate tra loro.
Tali frazioni, naturalmente interattive, sono ritenute
responsabili dello sviluppo di una sommatoria generale che,
corrispondendo ad un determinato livello energetico, si
traduce nello stato di buona salute o di malattia.
Intervenendo, quindi, in maniera appropriata su tali punti,
poteva -e può- essere attuabile l'opera medica di
ristabilire quell'eventuale perduto equilibrio energetico,
riottenendo lo stato di benessere generale.
"Mens sana in corpore sano" rappresenta, quindi una
massima che, al di là della valenza sportiva che troppo
spesso le viene attribuita, intendendo voler significare
che fare ginnastica, stancarsi, adoperarsi alla cura del
fisico comporti anche un benessere mentale, deve
rappresentare un concetto ancor più profondo.
Deve farci comprendere, cioè, come gli antichi fossero
già arrivati a capire, seppure con modalità empiriche,
l'unione stretta fra il corpo e la mente, non solo nello
stato di benessere , ma anche nel caso di malattia.
Questo concetto, noi uomini dell'era moderna, siamo riusciti
ad accettarlo solo dopo l'avvento della cosiddetta
medicina psicosomatica: quando abbiamo capito che
manifestazioni del tutto fisiche come dolore,
impotenza funzionale, disturbi del visus, instabilità motoria,
turbe dell'alvo, paralisi, disfunzioni sessuali, per esempio,
potessero trovare una loro origine scatenante non già
in una causa di tipo fisico, ma in un disagio della sfera psicologica.
Ed è sempre proprio di quelle antiche medicine asiatiche,
un altro importante concetto e cioè che la cosiddetta
energia vitale, rappresentativa del nostro stato generale di
salute, deve poter scorrere -liberamente- all'interno del
nostro corpo: ogni "intoppo", ogni "rallentamento" ed ogni "ostacolo"
al libero fluire di tale energia costituisce il motivo del
malfunzionamento di tutto ciò che si trova "a monte" ed "a valle"
dell'impedimento, rappresentando la causa dell'insorgere di un
sintomo, di un disturbo o di una vera e propria malattia.
Per tale motivo, il nostro corpo è attraversato
da una serie di "percorsi bio-elettrici",
in senso verticale (cranio-caudale e caudo-craniale)
ed in senso orizzontale (medio-laterale e latero-mediale)
che sono denominati "meridiani" e "paralleli" e che, in complesso,
rappresentano la rete bio-energetica.
Essa possiede anche dei centri di coniugazione e di
amplificazione che sono rappresentati dai cosiddetti
"chakra",
i centri energetici che sono collegati con il sistema nervoso
centrale, con il sistema nervoso autonomo e con la regolazione
degli ormoni, influendo a regolare tutte le funzioni del nostro
corpo e della nostra mente.
Solo avendo chiari questi concetti di medicina bio-energetica,
potremo procedere ad analizzare il "funzionamento" della musica,
sottoforma di energia curativa.
Come avviene che la musica possa curare?
Le onde elettromagnetiche della musica hanno la capacità
di penetrare nei tessuti biologici:
|
· ripristinando l'equilibrio elettro-chimico · migliorando le funzioni biologiche. |
In definitiva, la musica terapeutica agisce innescandosi
sia in meccanismi di ordine chimico sia in funzioni della
bio-fisica, essendo capace di produrre modificazioni sulle
reazioni chimiche del nostro organismo e sulle
sue funzioni elettro-fisiche.
L'energia della musica, quindi, così integrata, può agire
riparando gli scompensi (di natura elettro-fisio-chimica)
che possono essere responsabili del viraggio di ciò che dovrebbe
funzionare in modo fisiologico verso lo stato patologico.
Tali scompensi, spesso, stanno alla base del sintomo fisico e
rappresentano quell' intoppo al libero fluire dell'energia vitale.
La musicoterapia, agendo come energia integrata alla
nostra energia vitale, potrà facilmente produrre il
ripristino delle condizioni adatte al "libero fluire", che
si traduce, praticamente, nel ripristino di quel giusto
grado di efficienza elettro-fisica che ogni cellula,
ogni organo ed ogni apparato deve possedere per poter
trasmettere al nostro corpo, quel giusto senso di forza
e di benessere ed alla nostra mente, quel giusto senso
di serenità e di rilassamento che coincidono con "il sentirsi
bene con se stessi e con gli altri".
***
Numerosi sono gli studi scientifici che comprovano
le positive azioni della musicoterapia sugli animali e sulle piante.
E sempre più numerosi sono, attualmente, in campo umano,
gli studi che dimostrano gli effetti positivi della musicoterapia:
· sul sistema nervoso
· sul sistema immunitario
· sul sistema metabolico
· in campo psicologico
Sull'uomo, in particolare, sono state comprovate benefiche
azioni dall'ascolto terapeutico musicale per la cura di
diverse malattie endocrinologiche, in campo neurologico,
nelle malattie cardio-vascolari, nei disturbi digestivi, nelle malattie
dermatologiche, nella cura del dolore e, soprattutto,
nell'ambito della cura dello stress, dell'ansia, del panico
e della depressione.
La musicoterapia viene utilizzata, inoltre, come coadiuvante
nei trattamenti dietologici, nelle preparazioni sportive amatoriali
ed agonistiche, nella preparazione fisica e psicologica al parto
e nella cura di molte altre malattie sia fisiche sia psicologiche.
Per poter comprendere il funzionamento della musicoterapia in
campo umano, è necessario sapere che l'energia emessa dai suoni,
penetrando nel nostro organismo, interviene nei processi biologici:
amplificando o riducendo le reazioni enzimatiche, la respirazione
cellulare e la trasmissione dei segnali nervosi.
L'energia della musica terapeutica, sia che agisca in senso rilassante
(per curare insonnia, timori, ansie, stress), sia che agisca sul versante
della vivacizzazione dello stato d'animo (per combattere tristezza,
stanchezza immotivata, depressione, apatia) determina una variazione
dello stato d'animo originario, spostando il tono dell'umore
verso la quiete interiore o verso la animosità che si concreta
nella voglia di muoversi, di camminare, di studiare, di conoscere,
di lavorare, di amare ed essere amati
In entrambi i casi, il risultato ottenuto sarà quello di ottenere un
aumento degli atti respiratori ed una respirazione più profonda.
Una respirazione più profonda comporterà, com'è noto, più
amplificate reazioni di ossido-riduzione che, in ultima analisi,
determinerà una maggiore quantità di O2 (ossigeno molecolare)
disponibile per i vari distretti corporei ed anche per
il cervello stesso.
Di fatto, una maggiore disponibilità di ossigeno molecolare
realizzerà l'effetto di ottenere un migliore funzionamento
cellulare di tutti gli organi e gli apparati.
Ed è estremamente interessante evidenziare che,
quando un organo è posto in condizioni fisiologiche di
poter funzionare al meglio, assolve positivamente ad
ogni suo compito biologico.
Così, avverrà che il cuore, il rene, il pancreas,
il fegato e la milza potranno ossigenare, depurare,
sintetizzare, produrre sostanze utili al metabolismo.
Avverrà che la cistifellea, i polmoni ed il surrene
eserciteranno appieno le loro funzioni produttive e di scambio.
Avverrà anche che il midollo spinale ed il sangue contribuiranno
in modo ottimale alle loro funzioni emopoietiche,
nutritive e depurative.
Ed avverrà persino che il cervello produrrà in modo
più ottimizzato le sue sostanze neuronali ed i suoi
neurotrasmettitori che, come è noto, stanno alla
base del nostro benessere psicologico.
Ogni cellula muscolare, debitamente arricchita di ossigeno,
espleterà al meglio il suo ruolo e anche le ossa e le
articolazioni otterranno, mediante quest' attività chimica
di tipo antidolorifica ed antinfiammatoria di tipo naturale,
benefico effetto che si tradurrà in sensazioni fisiche di
tonicità e sensazioni psichiche
di entusiasmo e serenità.
***
In effetti, la musicoterapia agisce sia ripristinando tali equilibri
bio-energetici di tipo elettrochimico, sia aggiustando equilibri
bio-energetici di tipo elettrofisico.
Sono di Ernst Chladni e di Hans Jenny i primi studi scientifici
tendenti a dimostrare che il suono interagisce con la materia e
che i vari suoni hanno effetti diversi sulle varie materie.
Sono molto suggestivi, infatti gli esperimenti di Jenny che
dimostrarono come su plastica, impasti, polveri e liquidi,
suoni armonici producano forme geometriche armoniche
Ed ancora più affascinante è lo studio
della "teoria del campo morfogenetico emanante
da ogni essere vivente ed oggetto" di Rupert Sheldrake.
In definitiva, Sheldakre è riuscito a dimostrare scientificamente
che la materia vivente è costituita in una rete di gerarchie
vibrazionali, in risonanza.
La materia vivente, quindi, si organizza in maniera tale da
risuonare con l'imput vibrazionale più influente
con cui viene in contatto.
E' indubbio, quindi, che se noi vivessimo in un ambiente
ecologicamente sano, tenderemmo ad entrare in risonanza
con i suoni della natura, ottenendo effetti di naturale regolazione
dei nostri equilibri bio-energetici
Vivendo, invece, così come viviamo, in una società industrializzata,
in continuo movimento, immersi in un ambiente sempre più
dominato da inquinamento aereo, acustico, idrico e luminoso,
la nostra naturale tendenza è rappresentata dal metterci
in risonanza con tutti i rumori del traffico,
degli apparecchi radio-televisivi, telefonici, con i rumori prodotti
dalle fabbriche, con i suoni distorti di campanelli, sirene,
clacson, sistemi di allarmi, con toni di voce troppo alta,
con musiche dai toni aggressivi, con i boati dei motori di aerei
che solcano i nostri cieli
Tutto ciò, com'è facilmente comprensibile, determina degli
inevitabili squilibri della nostra bio-energia che, a lungo andare,
si trasforma in malessere, in sintomo, in malattia
A comprova della benefica capacità naturale posseduta dalla
musica nei confronti del nostro organismo, appaiono rilevanti
anche gli studi compiuti in Giappone.
Masaru Emoto, nella sua opera "The message from water",
mostra, gli effetti della musica sull'acqua e sulle nostre
emozioni (che sono anch'esse delle frequenze).
Dagli studi di Emoto, infatti, appaiono evidenti le modificazioni
di natura fisica che l'energia della musica produce
sull'acqua contenuta in contenitori: il liquido
tende ad una maggiore movimentazione molecolare,
produttrice di calore, utile per l'incremento di reazioni
enzimatiche e di natura ossidante.
E se la musica determina effetti sull'acqua, non risulta
difficoltoso immaginare quali e quanti effetti possa
determinare sul nostro organismo che, nel suo complesso,
è costituito da almeno il 70% di liquidi acquosi.
Ed appiano ancor più entusiasmanti gli studi compiuti
da biologi e medici sulle piante:
P. Tompkins e C. Bird nella
loro opera "La vita segreta delle piante" (1973) riuscirono
a sorprendere il mondo intero con i loro esperimenti con i quali
dimostrarono che le piante, poste in un ambiente con dei
diffusori musicali, tendevano ad attorcigliarsi sugli amplificatori
che emettevano musica classica, mentre -di contro- dimostravano
di allontanarsi, orientando i loro steli in direzione opposta agli
amplificatori che emettevano musica rock.
Inoltre, mentre le prime piante, nell'attorcigliamento sulle
casse amplificate emettenti musica classica dimostravano
una abbondante fogliazione, le seconde, allontanandosi dai diffusori
di musica rock, evidenziavano una riduzione dell'attività dei loro
centri germinativi, presentando, nel complesso, un aspetto meno vitale.
Sing, nel 1979, sperimentò, altresì, il trattamento
musicale sulla Impatiens Balsamina, provvedendo
a somministrare a queste piantine della musica,
quotidianamente, per 25 minuti, sempre
alla stessa ora, per 30 giorni.
Alla fine del mese, egli dimostrò che quelle piante che
avevano ricevuto il trattamento musicale presentavano il 72% di
fogliame in più, rispetto ad un gruppo di controllo che non aveva
ricevuto la terapia musicale.
Inoltre, nel gruppo di piante che erano state sottoposte a
musicoterapia, Sing dimostrò il 20% di crescita in più
rispetto al gruppo di controllo non trattato.
Lo stesso Autore, sempre nel 1979, verificò, inoltre, che
l'uso del diapason sulle piante determinava benefici
effetti sui loro centri germinativi.
Infatti, le piante trattate con diapason si presentavano
più rigogliose e con aspetto più vitale rispetto al gruppo d
i controllo di piante non trattate.
***
Considerando il punto di vista prettamente medico,
si può affermare che molteplici esperimenti, eseguiti in
tutto il mondo, hanno evidenziato un benefico effetto
della musica per combattere l'ansia e la depressione.
Anche diverse U.L.S.S. del nostro Paese, negli ultimi anni,
hanno predisposto, nell'ambito dei loro servizi, gabinetti
di applicazione di musicoterapia di gruppo e/o individuale.
Ma quella ansioso-depressiva, non è l'unica sfera di azione
terapeutica della musica.
In campo umano, sono davvero sorprendenti i risultati pubblicati
in letteratura ed esposti in vari congressi medici di carattere
nazionale ed internazionale in cui si evidenziano i benefici effetti della
musicoterapia nella cura di malattie endocrine e di malattie
neurologiche, oltre a quelle psicologiche.
Ed ancor più sorprendente appare l'interesse che
la società sta sempre più palesando, specialmente nell'ultimo
decennio, nei confronti di questa medicina.
In Italia e nel mondo, si sono istituite diverse
Associazioni di Musicoterapia che organizzano congressi,
per lo scambio di informazioni e di conoscenza.
Anche molte aziende commerciali, diverse scuole,
molte case di riposo per anziani e molte cliniche
hanno adottato la musicoterapia per rendere
più gradevole il soggiorno degli impiegati
nell'habitat lavorativo, più rilassante il
tempo di attesa della clientela, più salutare il
periodo di soggiorno o di degenza.
Studi scientifici eseguiti su pazienti ospiti di case di riposo
per anziani, hanno evidenziato, inoltre, che le applicazioni
di musicoterapia determinano persino un aumento
dell'aspettativa di vita.
L'applicazione di musicoterapia in bambini affetti da
epilessia determina un miglioramento clinico significativo,
riducendosi notevolmente il numero di crisi presentate.
La musicoterapia è applicata anche nell'ambito della
chirurgia ambulatoriale e dell'odontoiatria: essa contribuisce
positivamente al rilassamento del paziente, determinando
maggiore sopportazione del dolore, contribuendo ad una più
proficua azione degli anestetici locali e migliorando anche il
rapporto medico-paziente, dal momento che quest'ultimo
tenderà persino a conservare un miglior ricordo del piccolo
intervento eseguito.
Molti medici operanti nel settore della cura del dolore, negli ultimi anni,
si sono avvalsi dell'associazione tra la musicoterapia e la
terapia del dolore di tipo convenzionale, ottenendo
più significativi risultati clinici.
La musicoterapia è entrata a far parte anche di molti
protocolli terapeutici, associata alla medicina convenzionale,
per il trattamento a lungo termine di patologie croniche.
E non è certamente casuale se, in molti centri del benessere,
in molte palestre, in molti istituti di bellezza, oggi
la musicoterapia trova una collocazione tra le branche
mediche non convenzionali, per coadiuvare la disintossicazione,
la bonificazione e la correzione di inestetismi dell'organismo.
***
Esiste una sostanziale differenza tra "ascoltare musica"
ed eseguire la musicoterapia e, specialmente, negli ultimi anni,
sono sorte, in tutto il mondo, varie associazioni di musicoterapia,
con lo scopo -ben importante- di codificare sia le regole di applicazione,
sia le modalità cliniche di svolgimento.
Anche in Italia, le Associazioni di musicoterapia raggruppano
un sempre maggiore numero di medici di comprovata abilità
teorica e pratica.
E' utile evidenziare che, in assenza di una opportuna codificazione
universitaria e specialistica è necessario affidarsi a
professionisti seri e qualificati, non dimenticando che, pur
trattandosi di medicine alternative, si tratta pur sempre di
cure con presupposti medici e che si tratta, in ogni caso, d
i un rapporto curativo tra operatore ed utente che,
in quanto tale, non può prescindere dall'osservanza
di correttezza e di deontologia.
Ecco perché le varie associazioni, prima di annoverare un
nuovo membro, esercitano un opportuno controllo del suo
curriculum professionale, al fine di assicurare il massimo
grado di affidabilità e di professionalità all'utenza.
***
Per poter essere eseguita correttamente,
la musicoterapia deve essere praticata seguendo un iter clinico.
Il paziente deve essere valutato, innanzitutto, dal punto
di vista obiettivo, con un'accurata anamnesi e con una
visita medica generale.
Solo successivamente, egli potrà essere sottoposto
al trattamento musicoterapeutico più consono alle sue condizioni
psico-fisiche e più adatto all'obbiettivo di cura che si
intende raggiungere, mediante la programmazione
di un percorso musicale terapeutico che si estrinseca in
sedute di ascolto musicale.
Il percorso musicale terapeutico deve essere
programmato per poter ottenere:
· l'aggiustamento degli squilibri energetici responsabili
dei sintomi e delle malattie;
· quel giusto equilibrio bio-energetico che coincide con il benessere.
E' necessario, inoltre, che il paziente sia seguito anche con
opportuni ciclici controlli dello stato clinico generale e, laddove
necessario, che il musicoterapeuta provveda ad uno scambio di
informazioni professionali anche con il medico di base e con gli
eventuali altri specialisti che seguono il paziente stesso, al fine di
poter produrre più efficaci e proficui risultati.
La musicoterapia, nelle sue applicazioni cliniche di tipo individuale
e di gruppo, infatti, può essere anche positivamente associata ad
altre forme di terapia medica classica o ad altri tipi di
medicina olistica, contribuendo -in maniera sinergica-
all'ottenimento della guarigione da una malattia.
E' necessario, infine, che il paziente sia reso consapevole
delle caratteristiche del trattamento, dei suoi scopi,
dei suoi limiti e delle modalità di svolgimento, al fine di
produrre un consenso informato alla cura stessa.
All'anamnesi di tipo prettamente medico dovrà seguire
un'anamnesi musicologica che risulti utile sia all'operatore
sia al paziente, al fine di evidenziare, anche nella
considerazione dei gusti musicali dell'utente, quello che
potrà essere il percorso musicoterapeutico più adatto
al soggetto che sta iniziando la nuova esperienza curativa.
E' necessario procedere per gradi, nelle applicazioni di musicoterapia
al fine di consentire
un progressivo accomodamento tra ascoltatore e musica somministrata.
Ogni percorso musicale terapeutico è stabilito, in base alle
esigenze del singolo paziente ed è organizzato in sedute di
ascolto che, normalmente, hanno una durata di circa 45 minuti.
-Le sedute potranno essere eseguite, dapprima,
piuttosto ravvicinatamente e, successivamente,
con maggiore intervallo di tempo.
-Ogni seduta è tecnicamente organizzata in modo
da "contenere" le fasi graduali di orientamento terapeutico.
E' necessario che la prima fase di ascolto funga da "sintonia"
fra il paziente e la musica stessa: non sempre la somministrazione
di una musica rilassante in un soggetto stressato, ad esempio,
produce un benefico effetto occorre procedere per gradi, come
a ricercare -nella fase iniziale della somministrazione musicale- una specie di
similitudine tra lo stato d'animo dell'ascoltatore e l'espressività
del tono e del suono musicale, così da ottenere una sorta di
livellamento tra la quota energetica del paziente e la quota
energetica posseduta dalla musica.
Questa "fusione", infatti, sta alla base del trattamento stesso
e consente, nel proseguo della terapia musicale, di ottenere un
successivo livellamento energetico di tipo orientato e curativo.
La successive fasi servono ad orientare l'effetto curativo verso:
il rilassamento
o la meditazione musicale
o la simbologia che il suono può determinare
o il ricordo che una musica può suscitare
o la detossicazione fisica
o l'energizzazione dei vari chakra
o il potenziamento delle difese immunitarie
o la verbalizzazione di sensazioni provocate dalla musica
o l'accrescimento delle capacità comunicative
***
Le musiche che maggiormente vengono applicate in corso
di musicoterapia sono rappresentate da sinfonie, da cori gregoriani,
da musica classica di Mozart, Chopin, Bach, Debussy
Ma largo spazio può essere lasciato anche a terapie
con new age, canti popolari
di antica tradizione celtica, musica bretone, canti a cappella,
musiche orchestrali di moderna estrazione
Negli ultimi anni, inoltre, anche la musica
di autori contemporanei è stata introdotta
nei trattamenti musicoterapeutici, con ottimi risultati.
L'associazione del genere classico con il genere di composizione
più moderna, può fungere da buon catalizzatore di attenzione
per i pazienti più giovani e meno avvezzi all'ascolto di autori
di tipo tradizionale.
In
sostanza, al di là della forma strutturale della
composizione
musicale, l'importanza curativa risiede nei
gradienti energetici che un pezzo musicale è
capace
di introdurre nel nostro organismo e nelle
sensazioni/emozioni che essa sarà in grado di
produrre dentro
di noi, al fine di poter esplicare il
suo potente potere liberatorio.
Ecco perché ogni musica, se appositamente studiata
con metodo di analisi energetica o appositamente
campionata ad un determinato gradiente, può risultare
utile allo scopo curativo prefisso.
***
Il percorso musicale di gruppo, normalmente espletato
in sedute di 45 minuti di musicoterapia, comprende
anche delle tecniche di rilassamento con training guidato.
Il gruppo, inoltre, dopo l'ascolto musicale collettivo, è invitato ad un breve
periodo di meditazione musicale e, successivamente,
ad un dialogo con gli altri partecipanti, al fine di
evidenziare, come in una sorta di forum, gli elementi
di maggiore pregnanza che sono stati soggettivamente
avvertiti, al fine di poter annotare eventuali sensazioni
di tipo collettivo o del tutto personali.
Questo comporterà, per il musicoterapeuta,
la possibilità di produrre un successivo percorso
musicale più orientato verso il tipo di sensazioni
maggiormente rappresentative per il gruppo stesso.
Per i partecipanti, invece, il forum rappresenta la possibilità
di verbalizzare emozioni e sensazioni, sotto forma di parole,
di espressioni personali
e di rapporto comunicativo verso se stessi e gli altri,
con potere altamente liberatorio e,
sotto l'assidua supervisione medica, con potere terapeutico
per vincere timidezza, ansia, depressione, panico
e per slatentizzare eventuali traumi psicologici
che stiano alla base del malessere psico-fisico accusato.
***
Il percorso musicale personalizzato, invece, prevede il
colloquio tra il musicoterapeuta e il paziente
al fine di rendere palesi le sensazioni ottenute
dall'ascolto musicale, dando la possibilità all'operatore
di valutare l'andamento delle varie sedute
in relazione alla capacità di verbalizzazione e di
comunicazione presentate dal paziente ed alla sua possibilità
di rivivere, sottoforma simbolica, situazioni pregresse e/o recenti
che coinvolgano la sua sfera emotiva e relazionale.
***
E' necessario evidenziare che ogni tipo di sintomo o di
malattia prevede un particolare trattamento musicoterapeutico
e che non è possibile, a priori, poter stabilire la durata della terapia.
In linea di massima, un paziente con stress di tipo aspecifico o con
crisi di ansia lieve, non trattate farmacologicamente,
può ottenere postivi risultati anche con un percorso
terapeutico personalizzato di sette sedute che,
normalmente, rappresenta la "dose" minima di
applicazioni necessarie per un proficuo riequilibrio
della bio-energia individuale.
Il trattamento della depressione prevede un percorso
terapeutico un po' più lungo, magari intervallato periodicamente.
Anche i disturbi da crisi di panico, da ansia anticipatoria o
situazionale, da anoressia o da "fame nervosa", da insonnia
iniziale o centrale, da facile irritabilità trovano buoni risultati
dalla applicazione di trattamento musicoterapeutico con
percorsi musicali di media durata.
Facile alterazione del tono dell'umore, disturbi dermatologici
di tipo funzionale, somatizzazione
d'organo (colite, tachicardia, vertigini, cefalea,
prurito sine materia, stipsi, diarrea)
ed altre manifestazioni fisiche e psicologiche di insicurezza,
disagio situazionale, astenia aspecifica ottengono
buoni risultati con la somministrazione della musicoterapia
di tipo individuale, con percorsi musicali
a breve e media durata.
Nell'asma bronchiale, nelle affezioni dermatologiche,
nell'ipertensione arteriosa, nel colon irritabile,
nelle mio-artralgie acute e croniche,
nelle infezioni ricorrenti, nell'impotenza
e nelle orticarie ricorrenti, l'applicazione di
musicoterapia determina un significativo
miglioramento sintomatologico, con percorsi a
media e lunga durata.
***
dopo
aver conosciuto la cromoterapia e la
musicoterapia, adesso,
clicca qui sotto, per andare a conoscere la
cromomusicoterapia